Come si gioca

In questa sezione proveremo, in poche righe, a fornire i rudimenti "teorici" utili per chi comincia ad avvicinarsi alla pratica del minigolf a livello agonistico.

1. DIFFERENZE GOLF VS MINIGOLF

Per prima cosa, siccome quando si parla di minigolf viene subito da pensare al golf, è importante mettere bene in evidenza le sostanziali differenze che esistono tra i due sport.

In verità, a parte il fatto di giocare su campi a 18 buche e di avere un obiettivo finale identico (ovvero quello di fare buca con il minor numero di colpi possibile), le caratteristiche dei due sport sono piuttosto differenti.

Nel minigolf non esistono i colpi "lunghi" come nel golf, per i quali è necessario imparare una coordinazione particolare nei movimenti del proprio corpo: esiste invece la necessità di acquisire grande sensibilità sulla direzione e soprattutto sulla forza dei tiri, perchè nel minigolf una traiettoria sbagliata di qualche cm oppure qualche grammo in più od in meno di forza può incidere in modo molto sensibile sul risultato finale.
Certamente, il putt è il colpo del golf più simile al gioco richiesto nel minigolf: è anzi risaputo che per un golfista praticare con una certa assiduità il minigolf può portare notevoli benefici nella propria resa sul green del golf.

Altra differenza sensibile tra i due sport sono i materiali: se nel golf si usa, sostanzialmente, sempre la stessa pallina e si varia la mazza in base al tipo di colpo da effettuare, nel minigolf accade l'esatto contrario. Il minigolfista usa per tutte le piste e tutti i campi la stessa mazza (esistono vari modelli di mazza per adattarsi alle impostazioni di gioco più varie, ma una volta scelto il modello preferito si usa sempre quello), ma quelle che variano, e anche sensibilmente, sono le palline. 
Esiste infatti una vastissima scelta di materiale, il range delle palline prodotte va da palline con salto 0 cm a palline con salto 85 cm (se lasciate cadere da un metro), palline morbide come spugne oppure palline dure come sassi; palline leggere (30 g o meno) o pesanti (fino a quasi 100 g); palline con superficie verniciata liscia, verniciata rugosa oppure senza vernice.
Un giocatore di buon livello che voglia avere un assortimento completo dovrebbe arrivare nella sua carriera a possedere circa 200-250 tipi diversi di palline da poter variare su ogni pista anche al variare delle condizioni climatiche e di temperatura, che influenzano molto le traiettorie di tiro.

2. QUALITA' DEL MINIGOLFISTA

Come può sembrare evidente, il minigolf non è uno sport che richiede sforzi fisici particolarmente elevati.
E' comunque altamente consigliabile per un minigolfista agonista tenere una forma fisica più che buona, perchè le gare di minigolf durano solitamente mai meno di 8 ore, durante le quali è necessario stare in piedi per diverso tempo e saper tenere la concentrazione a lungo. Senza dimenticare che, soprattutto nel periodo estivo, è possibile giocare in condizioni di temperature ed umidità piuttosto elevate.
Un appannamento fisico dovuto ad una non buona forma fisica può portare, durante la gara, a perdite di concentrazione con conseguenze negative sul proprio rendimento.

Il minigolf sviluppa in modo accentuato le capacità mentali. Per raggiungere un buon livello di gioco e mantenerlo costante nel tempo è infatti necessario avere ottime capacità di:
- concentrazione: l'esecuzione di un tiro nel modo corretto richiede un'adeguata preparazione e valutazione di molti fattori quali la temperatura della pallina, la temperatura della pista, la forza e la direzione da imprimere, eventuali effetti da dare alla palla. Per eseguire un tiro in modo corretto è necessario saper raccogliere tutta la propria concentrazione nel momento dell'esecuzione del tiro, per non tralasciare alcuna di queste componenti
- capacità di analisi: sin dall'allenamento, ogni pista va studiata nei minimi particolari per poter ottenere un buon rendimento in gara. E' quindi importante allenarsi con cognizione di causa e capacità di analisi, capendo cosa variare per migliorare il proprio rendimento su ogni pista ed analizzando con attenzione i risultati degli allenamenti per capire dove correggersi e migliorare.
- controllo degli stati di tensione emotiva: molte piste di minigolf vanno chiuse con un solo colpo se si vuol essere giocatori di buon livello, e ci si può spesso trovare nelle condizioni di dover, in gara, realizzare a tutti i costi la pista in un solo colpo per non perdere posizioni. Questo può portare ad uno stato emotivo di tensione abbastanza elevato, se consideriamo che molto spesso è sufficiente un errore di pochi centimetri per causare un risultato negativo. Più si è bravi a controllare la propria tensione emotiva durante la gara, migliori saranno i risultati ottenuti.

3. ELEMENTI DI TECNICA DI BASE

3.1 Impugnare la mazza
La mazza va impugnata, da regolamento, con entrambe le mani. Ci sono sostanzialmente tre modi di impugnarla, che vengono chiamati in gergo "backhand", "forehand", "sovrapposta"
Il disegno qui sotto illustra i tipi di impugnatura:




Le immagini 1 e 2 stanno ad indicare due tipi di impugnatura differenti, ovvero con mani intrecciate o con mani separate. Se la direzione del tiro è quella indicata dalla freccia, si tratta di impugnature "backhand" (ovvero mano sinistra sotto per destrorsi); se la direzione del tiro è opposta alla freccia, si tratta di impugnature "forehand" (ovvero mano sinistra sotto per mancini). La figura 3 indica l'impugnatura "sovrapposta", comunque molto poco usata.
Qui di seguito alcuni modi di impugnare la mazza.

 

3.2 Esecuzione del colpo
Per eseguire il colpo in modo corretto è importante effettuare un movimento "a pendolo" della parte superiore (dalle anche in su) del corpo, tenendo presente che devono essere le spalle a comandare questo movimento che deve interessare le braccia e le mani (assolutamente sbagliato muovere solo i polsi o i gomiti). Il tronco e la parte superiore delle gambe non devono operare grossi spostamenti, ma solo assecondare leggermente il movimento delle spalle.
Il caricamento del colpo deve essere proporzionale alla forza da imprimere. Ovvero, maggiore sarà la forza da imprimere, maggiore dovrà essere la "rincorsa" da prendere con la mazza nella fase di caricamento ascendente del movimento a pendolo.
Una volta impattata la pallina, non bisogna nè bloccare il colpo, nè forzare "accompagnamenti" esagerati dello stesso. Ricordarsi sempre che una volta colpita la pallina, ciò che si fa dopo non può più influenzarne il tragitto, pertanto è sufficiente terminare il colpo lasciando andare gradatamente la forza, cercando di non strappare mai il movimento.

3.3 Posizione del corpo
E' giusto premettere che, probabilmente, non esistono due minigolfisti con una posizione di tiro identica. Questo perchè la posizione dipende molto dalle caratteristiche fisiche della persona, però è sicuramente possibile definire alcune regole base che devono essere rispettate da chi inizia a giocare, per acquisire un'impostazione corretta di gioco.

posizione dei piedi: non devono essere nè completamente uniti, nè troppo larghi. La distanza ideale dei due piedi è di circa 50/60 cm ed è molto importante posizionarsi in modo tale che la pallina sia esattamente a metà tra i due piedi, formando una sorta di triangolo isoscele con le punte dei piedi. Una nozione molto importante da acquisire è che la linea immaginaria che unisce le due punte dei piedi deve essere parallela alla direzione di tiro. Questo, all'inizio dell'attività, è un elemento fondamentale per acquisire precisione nella direzione di tiro. Esempio qui sotto:

stance_regular.jpg
- posizione del busto: il busto deve essere leggermente inclinato in avanti, tanto da portare la testa e gli occhi in direzione perpendicolare alla posizione della pallina. Questo è importante per avere un equilibrio generale del corpo nella fase di esecuzione del colpo e per avere una miglior ottica di mira
- posizione delle braccia: Le braccia non devono essere nè troppo tese e vicine al busto (impossibilità di eseguire il pendolo nella maniera corretta), nè esageratamente larghe (scomodità di esecuzione). Tenere sempre in considerazione che più sono rilassati i muscoli delle braccia e delle spalle, maggiore è la sensibilità che si riesce ad avere sul tiro
- posizione delle gambe: le gambe devono per quanto più possibile rimanere in posizione rilassata, quindi non troppo piegate (eccessivo sforzo sull'articolazione del ginocchio), nè troppo rigide (mancanza di fluidità nel movimento in quanto si rischia di "spezzare" il corpo in due parti, il tronco fa il movimento per eseguire il tiro, le gambe restano bloccate)

3.4 Angolazione della mazza
E' importante, per un'esecuzione corretta del movimento, che la mazza parta in posizione con la maggior parte della superficie appoggiata al terreno. Ciò eviterà che in fase di caricamento del colpo e di movimento a pendolo leggeri spostamenti dall'asse di tiro causino palline "spiattellate" perchè colpite con la parte inferiore del putt, oppure fastidiose "grattate" sulla superficie di gioco che possono far perdere in precisione sia di direzione che di forza.
Un esempio per capire la corretta posizione della mazza:

In figura 1 la posizione corretta.

3.5 Tiri ad effetto
Un po' come nel biliardo, anche nel minigolf spesso ci si aiuta imprimendo particolari effetti alla pallina per farle assumere traiettorie desiderate.
E' bene che un giocatore principiante inizi a far pratica sui tiri ad effetto solo dopo aver acquisito una certa sicurezza sui fondamentali descritti sopra. 
In ogni caso qui illustriamo le tipologie di effetto che si possono imprimere alla palla. Osservando la figura:

La prima immagine a sinistra mostra un tiro senza effetto, ovvero dove la pallina rotola parallelamente alla linea di tiro.
La figura centrale invece mostra un tiro con effetto "a sinistra", ovvero dove la pallina assume una rotazione oraria su sè stessa. Questo tipo di effetto si imprime partendo con la mazza più distanti dal proprio corpo rispetto al pendolo tradizionale, e portando nel tiro la mazza verso il proprio corpo (parlando di destrorsi, per i mancini è l'esatto opposto, ovvero la mazza parte più vicina al corpo per poi allontanarsi rispetto al pendolo tradizionale. Questo effetto si chiama "slice" o "in giù" per i destrorsi; "hook" o "in su" per i mancini
La figura a destra mostra infine un tiro con effetto "a destra", ovvero dove la pallina assume una rotazione antioraria su sè stessa. Questo tipo di effetto si imprime partendo con la mazza più vicina al proprio corpo rispetto al pendolo tradizionale, e portando nel tiro la mazza più distante (parlando di destrorsi, per i mancini è l'esatto opposto). Questo effetto si chiama "hook" o "in sù" per i destrorsi; "slice" o "in giù" per i mancini
Le immagini sono tratte da una pubblicazione di John Mittler (FIN), "Win Yourself at minigolf"

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