Lutto nel minigolf italiano: Enrico Volpones ci ha lasciato

Lutto nel minigolf: è mancato Enrico Volpones
Enrico Volpones (21 Settembre 1937 – 10 Aprile 2020)

Enrico Volpones, uno dei pionieri e pilastri del minigolf italiano, ci ha lasciato Venerdì 10 Aprile 2020, all’età di 82 anni.

Volpones giocava per il M.C. Terme Euganee, l’ex M.C. Abano, storico e fortissimo club degli anni Settanta, Ottanta e Novanta.
Uomo di grande cultura, intelligenza e carattere, è stato tra i migliori minigolfisti italiani, non solo come giocatore ma anche per le sue conoscenze tecniche e la sua attenzione alla psicologia dei giocatori e alla loro preparazione mentale.

Addio Volpe. Passavi più tempo ad aiutare e dare buoni consigli, piuttosto che allenarti. In ogni suggerimento sprigionavi tanta esperienza,tanta passione e tanta conoscenza da esserti meritato il titolo di “Professore”. Sei stato un maestro per molti giocatori, dentro e fuori dal campo. Un saluto grande uomo. (Rino Ribelli, giocatore in attività)

Chi scrive – con profonda tristezza – questo articolo conosceva Volpones da 40 anni e più.
Sul minigolf di Predazzo, dove entrambi amavano passare l’Estate, un giocatore di esperienza si preoccupava di crescere minigolfisticamente una bambina di 10 anni molto appassionata ma anche un po’ ribelle.
All’epoca, mentre all’Estero era già in voga “l’impugnatura al rovescio”, in Italia vigeva e predominava ancora la scuola classica. E Volpones, allora, rappresentava la scuola classica. La bambina ribelle di dieci anni, invece, quella “rovescia”.
Eppure, nel corso di poco tempo, la “ribelle” diventò – almeno nell’impugnatura – “classica”. Perché Volpones non si era arreso, ci teneva a quella bambina così dedita al minigolf, e, avendo capito di poter contare sull’influenza positiva di un suo socio e amico di club che sapeva far breccia nei muri della ragazzina, era riuscito – indirettamente – a portare la giovane minigolfista recalcitrante sulla strada che lui auspicava – con benefici nel gioco -.
Volpones non se ne vantò mai. Non lo fece pesare mai.
Un giorno, guardando la ragazzina giocare, si limitò semplicemente ad osservare – da lontano, a bassa voce e rivolgendosi al suo complice amico -: “Ha cambiato l’impugnatura… Bene!”. E la ragazzina, continuando a giocare, senza alzare il viso, sorrise.

Dopo molti decenni fu Volpones a cambiare l’impugnatura, passando a quella “rovescia”, segno di intelligenza rispetto a una sua convinzione che sembrava ferma e cristallizzata. La ragazzina, ormai adulta, ci provò, ma con esiti disastrosi. E rimase alla “vecchia scuola del Maestro”, seppur con qualche modifica, in adattamento ai nuovi materiali di gioco.
A distanza di molti anni, l’uomo ormai non più quarantenne e la bambina non più bambina, risero e sorrisero insieme più volte di quegli anni in cui il Maestro poco considerato dall’allieva, tramite la complicità di un “maestro minore” ma con maggior ascendente, era riuscito, senza fretta, con pazienza e con fiducia, a far passare e arrivare il suo utile insegnamento.

Prima come giocatore – vincitore di titoli nazionali e medaglie in campo internazionale – poi come tecnico delle squadre nazionali e infine come dirigente e ancora poi come giocatore, Enrico Volpones non ha mai smesso di avere attenzione e dispensare consigli anche nei confronti dei giocatori più fragili, o semplicemente più difficili e impegnativi da seguire, perché complessi psicologicamente ed emotivamente.

È stato un onore averti come tecnico a Grenchen ai campionati Europei. La tua presenza mi ha incoraggiata nei momenti più delicati della gara. La tua presenza è stata fondamentale, un appoggio che incoraggiava e la tua disponibilità per tutti anche i più deboli. Una bella persona. Grazie per quello che hai dato e grazie per quello che mi hai insegnato. (Donatella Fontana, ex giocatrice di minigolf plurititolata)

Recentemente Volpones, entusiasmato dai progressi della Nazionale Junior e dai successi italiani e internazionali, in campo Elite, di Anna Bandera, amava donare le sua analisi e i suoi consigli agli “azzurri”, ai loro tecnici e non solo.

Chi scrive, ricorda l’ultima volta in cui lo aveva incontrato, durante gli internazionali di Follonica, e il modo in cui il “Volpe” aveva cercato di confortare e dare forza a una giocatrice – non più bambina ma donna – nuovamente in difficoltà nel suo essere sempre in bilico tra un buon potenziale e le vertigini di una testa sempre appesantita da preoccupazioni più grandi. Ma quella “bambina-donna” era troppo abbattuta e stanca per ricambiare anche solo con un semplice “grazie”.

Negli ultimi anni, probabilmente anche a causa di vicissitudini di salute personale, Volpones invece di acuire alcune spigolature del proprio carattere si era ancora più ammorbidito, dando sempre più maggiore attenzione a cosa accade nella testa, nelle emozioni e nel vissuto di un giocatore (di ciascun giocatore), prima ancora che alle questioni puramente tecniche.

Veramente una perdita immensa come amico dello sport ma sopratutto come persona. Sempre gentile, calmo ed aiutando ognuno a cui serviva una mano. (Kurt Unterhauser, giocatore).

Se “Volpe” non fosse andato via, lasciando un vuoto ancora più grande nel vuoto di questo tempo di forzati fermo e isolamento, che ci costringe lontani dai campi, dalle gare e anche da un ultimo saluto più stretto e vicino, quella bambina ribelle, alla prima occasione di nuovo incontro stavolta gli avrebbe detto: “Grazie”.

Grazie Enrico. Ci mancherai.
R.I.P.

La Federazione Italiana Golf su Pista porge le più sentite condoglianze alla famiglia e agli affetti di Enrico Volpones e ai soci del M.C Terme Euganee.

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